EDERA TERRESTRE


nome scientifico: Glechoma hederacea

droga: le foglie

Piccola pianta erbacea perenne molto diffusa in tutta l'Europa è caratterizzata da cauli adagiati al suolo, e per questo si chiama anche edera terrestre.
Le sommità fiorite contengono: marrubina (lattone diterperico), olio essenziale, colina, tannino, acido caffeico, acido clorogenico, flavonoidi.


Possiede proprietà espettoranti e specifiche per l'apparato respiratorio; per uso interno è consigliata in caso di catarri bronchiali e di bronchite cronica, perché facilita l'eliminazione delle secrezioni e decongestiona l'apparato respiratorio. Dà buoni risultati contro l'asma bronchiale. Per uso esterno si utilizza per curare ferite, ulcerazioni della pelle ed emorroidi e svolge inoltre un'efficace azione antinevralgica e anestetica delle nevriti sciatiche.

USO INTERNO
In caso di catarri bronchiali, bronchite cronica e asma bronchiale.
Infuso -
si prepara con 20-30 g di infiorescenze in 1 litro d'acqua; se ne prendono 3-4 tazze al giorno, dolcificare con il miele

USO ESTERNO
Impacchi: decotto preparato con 60 g di pianta in 1 litro d'acqua;applicare sulle ferite e sulle emorroidi

Herba Torogas

ad saldare ogni ferita mortale togli le foglia collo seme et pista bene insiemi et impiastra sulla ferita, salda tosto e per spazio de mezza hora. Item ad chi porta sopra de se le foglie, o, vero el seme non po morire senza premia, et quando tu la cogli dì queste parole: HERBA TOROGAS VENI AD ME PER PARTE DE JESUS CRISTO VIVO, ET VERO FIGLIO DI DIO. Nasce in montagne asperissime, et in luochi obscuri et pretosi. Et è provato.

Forse riconoscibile nell'edera terrestre o erba torondella, era raccomandata per la cicatrizzazione delle ulcere e delle piaghe vecchie. Solo sul finire del secolo XVI venne utilizzata anche per la cura delle affezioni polmonari e in tutte quelle forme distinte da una forte espettorazione.

EDERA
inflorescenze con frutti


hedera helix L.

Famiglia delle Araliacee

è un rampicante sempreverde, si trova in tutta Italia. E’ anche una pianta ornamentale. Il nome Edera deriva dal latino
"haerere " : essere attaccato

Parti usate: si usano le foglie e i rametti, (i frutti piccole bacche nere, sono velenosi.)

COMPONENTI Edera
Le FOGLIE contengono FLAVONOIDI, quercetina, acido caffeilchinico, SAPONINE triterpeniche, a-ederina, poliacetileni Troviamo come PRINCIPI ATTIVI, saponine triterpeniche, ederacoside A, rutina, flavonoide, una sostanza ad attività estrogenica, fitosteroli, zuccheri, carotenoidi, acido caffeico, acido clorogenico ossalato di calcio, zuccheri, sali minerali

ATTIVITA' Hedera helix
antispasmodica, espettorante, analgesica, astringente, utile nelle forme catarrali delle vie aeree, nella tosse, nella pertosse, ANTIMICROBICO per la presenza dell’a-ederina

L'uso interno richiede la prescrizione medica:
Anticellulitica (uso esterno), per uso esterno utile anche nelle algie, nelle nevriti, nelle nevralgie, nei reumatismi ( solo per uso esterno). Le saponine hanno attività vasocostrittrici ed astringenti. I Flavonoidi hanno una azione sedativo-lenitiva.
Le saponine ad azione triterpenica per la loro azione corticosurrenalica, sono utili nelle sindromi reumatoidi, nella sciatica, nell'artrite

( l'Hedera helix può essere associata all'Ippocastano, al Rusco, alla Calendula)

USO COSMETICO Hedera helix
come anticellulite. L'infuso di un pugno di foglie in circa due litri di acqua può essere usato per risciacquare i capelli dopo lo shampoo per renderli più lucidi e scuri.

USO VIA ESTERNA in forma di pomate, olii, estratti, si usa come analgesico per i dolori reumatici, favorisce la cicatrizzazione di ferite e piaghe.

USO VIA INTERNA Hedera helix
raramente usato e dietro consiglio medico
balsamica, espettorante, per via interna utile sotto forma di Tintura o estratto fluido, nel trattamento delle forme bronchiali, le saponine esercitano una azione balsamica ed espettorante. Si stanno studiando l'attività degli estratti delle foglie che sembrano abbiano proprietà antifungine Utile l'attività delle saponine contenute nei rametti di Hedera helix nel trattamento della pertosse o delle bronchiti catarrali, deve essere SOLO sotto prescrizione medica

CONTROINDICAZIONI, INTERAZIONI, TOSSICITA’ Hedera helix,
è una pianta sempreverde, rampicante che si attacca a tronchi, muri, fessure di rocce, è molto velenosa, in particolar modo i FRUTTI, si SCONSIGLIA L’USO PER VIA INTERNA, in quanto la pianta usata per uso interno puo’ dare intossicazione che si manifesta consintomatologia gastro-intestinale, nausea, vomito e depressione del sistema nervoso centrale, e puo’ evolvere verso il coma con depressione respiratoria. Le piccole bacche nere sono molto tossiche e la loro ingestione puo’ essere mortale nei bambini. Puo’ essere usata SOLO esternamente.
Le FOGLIE per via esterna possono causare dermatiti da contatto di natura allergica

Il suo uso interno dietro consiglio medico
E’ controindicata nella GASTRITE, ULCERA GASTRICA, si possono avere INTERAZIONI con i FANS con possibile aumento della gastrolesività e riduzione nell’assorbimento di alcuni farmaci. Si sono verificati casi di INTOSSICAZIONE per l’ingestione di FOGLIE, e BACCHE di edera.

una delle molte varietà: hedera helix goldheart

ENULA CAMPANA


(Inula helenium)

FAMIGLIA : Asteraceae (Compositae)
NOMI COMUNI : Margaita sarvaiga, erba dij dolour, lella, enula campanula, liola.
LA DROGA : Il rizoma.
QUANDO SI RACCOGLIE : Il rizoma si raccoglie da piante di almeno due - tre anni in ottobre - novembre o in marzo - aprile, quando la pianta è in riposo; si scava con una vanga, si pulisce dalla terra, si eliminano la radichette laterali e si taglia in pezzi lunghi 5 - 10 cm che si dividono in due per il lungo nel caso di grossi rizomi. .
PROPRIETÀ : Tossifughe, anticatarrali, antisettiche, urinarie, coleretiche, diuretiche, antipruriginose.
PRINCIPI ATTIVI : Elenina, inulina, alantopicrina.

COME SI USA LA DROGA
L'Enula campana è molto utile nel trattamento dei disturbi dell'apparato respiratorio. Il suo principio attivo, l'elenina, calma la tosse, modifica la secrezione bronchiale, disinfetta l'albero respiratorio e risolve le bronchiti catarrali conseguenti a raffreddamento. Inoltre ha la proprietà di fluidificare e stimolare la secrezione biliare, aumentare la diuresi, eliminare i vermi intestinali; in linea generale, secondo le più moderne vedute, l'Enula campana è utile per il trattamento contemporaneo del fegato e del rene, cioè disturbi della cistifellea, calcolosi epatica e renale, gotta, artrite, scarsa secrezione urinaria con iperazotemia.

Per uso esterno l'Enula campana è un rimedio classico per pruriti conseguenti a eczema, erpes, eruzioni cutanee in genere.

Le preparazioni di Enula campana sono amare e di sapore particolare tale da risultare poco gradevoli a taluni.

USO INTERNO
Il rizoma : Per le tossi catarriali, i disturbi del fegato e del rene.

Decotto : 1 grammo in 100 ml di acqua. Due - tre tazzine al giorno.

Tintura : 20 grammi in 100 ml di alcool di 20° (a macero per 10 giorni). Due - tre mezzi cucchiaini al giorno.

Tintura vinosa : 2 grammi in 100 ml di vino (a macero per 10 giorni). Uno - due bicchierini al giorno.

USO ESTERNO
Il rizoma : Come sedativo e antisettico per le infiammazioni e i pruriti della pelle e delle zone inguinali.

Decotto : 6 grammi in 100 ml di acqua. Fare lavaggi, applicare compresse imbevute di decotto sulle parti interessate.


ERICA


Il genere Erica (nome di origine oscura, usato da Plinio) è vastissimo, comprende circa 650 specie, si estende dall'Europa atlantica e mediterranea ai monti tropicali africani, fino all'Africa meridionale dove assume il massimo sviluppo. La distribuzione delle eriche intorno al Mediterraneo è ritenuta una sorta di relitto della vegetazione montana subtropicale del Terziario medio che si è differenziata nelle specie più xerofile nella regione mediterranea e nelle specie più mesofile (piante che esigono una mediocre quantità di acqua, intermedie tra le xerofile e le igrofile) diffuse nella regione atlantica, mentre il diffondersi delle specie sudafricane è spiegato con una espansione più tardiva, legata al graduale spostarsi verso sud delle zone calde.

Caratteristiche
Le piante appartenenti a questo raggruppamento si presentano come fruttici (alberelli) di varie dimensioni, ad accrescimento alquanto lento, non di rado con foglie piccole (microfille), persistenti, fiori di varia foggia singoli o riuniti, frutti a capsula o a bacca. Sono piante generalmente adatte a terreni fortemente acidi e dispongono di una particolare micorrizia (funghi sotterranei che vivono in simbiosi con le parti terminali delle radici delle piante) che permette loro di trarre nutrimento da substrati particolarmente difficili, sui quali solo i funghi sono in grado di compiere la funzione di rimettere in circolo le sostanze nutritive.

Sistematica
In Italia sono spontaneamente presenti otto specie di erica; alcune tipiche di delimitate zone geografiche, altre presenti in ogni regione della penisola.
Le specie che compongono la macchia mediterranea sono di particolare interesse per gli apicoltori.
Erica arborea L. (volgarmente scopa maschio, scopa da ciocco, scopa da fastella, stipa maggiore).
Alberetto di altezza variabile da 1 a 6 metri, con rami eretti. La corteccia dei fusti è di colore rossastro, mentre i rami estremi giovani sono ricoperti da una lanugine bianchiccia. Questo è il carattere distintivo che permette di riconoscere l'erica arborea dalle altre eriche che si associano ad essa nella macchia mediterranea, in particolare dall'Erica scoparia L. Le foglie sono aghiformi e con una linea bianca di sotto. I fiori sono penduli, raramente eretti, riuniti in racemi terminali più o meno fitti; hanno corolle di colore biancastro, con leggere sfumature rosee. Fioritura da marzo a maggio. L'apparato radicale è costituito da poche diramazioni piuttosto grosse e disposte a raggiera.
Predilige i terreni silicei, quindi a reazione acida. E' presente in tutto il territorio dell'Europa meridionale, nel Caucaso e si spinge nell'Africa equatoriale fino alle isole dell'Oceano Indiano.
In Italia manca nella Pianura Padana; sulle Prealpi è diffusa attorno al lago di Garda e dal lago di Corno risale fino a Colico e Chiavenna. L'erica arborea è un tipico elemento della macchia mediterranea.
Erica scoparia L. (comunemente scopa femmina, scopa gentile).
Arbusto cespuglioso, alto fino a 2 metri, con chioma densa; i giovani rami, con corteccia rossastra alternata a placche argentee, sono glabri, (privi di lanugine). Le foglie, lucenti, sono generalmente incurvate ed hanno il margine revoluto ricoprente parte della pagina inferiore. I fiori, piccoli e di colore giallo verdastro, sono riuniti fino a quattro e sono pendoli.
Fiorisce da maggio a giugno.
In Italia è presente in Liguria e nelle regioni centrali, ove si spinge sino al limite superiore della zona dell'olivo. Più frequente sul versante tirrenico, è stata rintracciata in Romagna a sud di Faenza.
E' ritenuta rara, probabilmente perché viene facilmente confusa con l'Erica arborea L., dalla quale peraltro si distingue facilmente.
Ha notevole valore protettivo quando riveste, insieme ad altre eriche ed agli arbusti di ginestra, in formazioni compatte, i rapidi pendii sottoposti all'azione erosiva delle acque meteoriche; viene utilizzata per consolidare le pendici franose.
Erica sicula Guss.
Si tratta di un cespuglio a cuscinetto con rami legnosi, pubescenti nella parte terminale. Le foglie sono lineari, verde lucido sopra, parzialmente revolute, e con la pagina inferiore formante una linea bianca. I fiori sono solitari, oppure in 2-4 e di colore roseo-pallido. Fioritura in aprile maggio. In Italia è presente nel trapanese, sul Monte Cofano e nell'isola di Marettimo. Può essere impiegata per rivestire le pendici calcaree franose delle regioni dal clima caldo-arido.
Le eriche che trattiamo di seguito non sono tipicamente presenti nella macchia mediterranea.
Erica carnea L. (comunemente scopina).
Erica a fusto legnoso strisciante, di altezza compresa tra 20 e 60 cm. Foglie aghiformi, con margine revoluto. Fiori roseo carneo, talvolta bianchi. Fioritura da febbraio a giugno; in luoghi ben esposti fiorisce anche a dicembre.
E' diffusa nelle regioni settentrionali, da 0 a 2.400 metri s.l.m., spingendosi a sud fino alla Toscana.
Erica cinerea L. (comunemente scopa cenerina).
Arbusto alto da 15 a 50 cm, con numerosi rami, tomentosi quelli giovani. Simile all'Erica terminalis Salisb., se ne distingue per le foglie con la pagina inferiore completamente ricoperta dal margine revoluto. I fiori sono di colore roseo o violaceo (raramente bianchi) e fioriscono da giugno a settembre. E' presente solo nella Liguria Occidentale, tra Oneglia e Pegli.
Erica tetrminalis Salsb. (comunemente erica tirrenica).
Simile alla precedente, se ne distingue per le foglie non completamente revolute e per i fiori riuniti in ombrella terminale. Fiorisce da maggio ad agosto.
Localizzata sulle rupi ombrose, umide e calcaree. Presente in Sardegna, Corsica, Capri, Ventotene e sui Monti di Castellamare.
Erica multiflora L. Arbusto con fusti eretti; corteccia grigio-brunastra. Le foglie, con picciolo lungo 1 mm, sono leggermente incurvate verso l'alto e la pagina inferiore è completamente ricoperta dal margine revoluto. Fiori in fascetti apicali di colore roseo violetto. Fioritura da giugno ad ottobre-novembre. Presente nelle macchie e nelle gariche, da 0 a 800 metri s.l.m. Diffusa in tutta la penisola fino alla Liguria ed in Val di Lima, in Toscana.
Erica manipuliflora Salisb. (comunemente erica pugliese).
Simile all'Erica multiflora, ma con fusto generalmente prostrato-ascendente e con i fiori normalmente sui rami laterali superati dai rami portanti solo le foglie. Presente nelle garighe e nelle macchie mediterranee fino a 600 metri s.l.m. in Puglia, attorno a Gallipoli e nella zona dei laghi Alimini ed in Sicilia sul Monte delle Rose e presso Castellamare del Golfo.

Meritano un elenco le eriche del Sud Africa (Capo di Buona Speranza), diffuse come ornamentali: Erica attonia Masson, E. bowiena Lodd., E. cerinthoides L., E. grandiflora L., E. hiemalis Hort., E. mammosa L., E. massoni L., E. perspicua Wendl., E. pyramidalis Ait., E. sulfurea Andr., E. tubiflora Willd., E. vestita Thumb., E. wilmorei Know e Weste, E. cubica L., E. fragrans Andr., E. persoluta L., E. praestans Andr., E. gracilis Salisb., E. ignesens Andr., E. melanthera L., E. nigrita L., E. ventricosa Thumb.

Interesse apistico
La produzione di mieli monoflorali di erica è difficile, dato l'anticipato periodo di fioritura, ma non impossibile in quanto i fiori di erica sono assiduamente visitati dalle api e normalmente non si hanno fioriture concomitanti. Comunque, anche se non riempiono i melari, gli alveari che raccolgono sull'erica sbiancano i nidi ed accumulano buone scorte di polline dal caratteristico colore rosa.

Notizie colturali
Le regole per una buona coltivazione delle eriche sono: terra d'erica, con aggiunta di un terzo di ghiaietta per renderla porosa, acqua piovana, o almeno poco calcarea ed innaffiature regolate. Le eriche non devono patire la sete, ma nemmeno essere innaffiate troppo abbondantemente o frequentemente. Non gradiscono le concimazioni letamiche.
Bisogna evitare di tenerle in serra, in ambienti con aria umida o confinata e riscaldamento artificiale; in inverno sono sufficienti temperature non inferiori ai 5-6°C. Il sistema di moltiplicazione più usato è quello per talea, da maggio ad agosto. Essendo gli incroci frequenti, la propagazione per seme non garantisce la produzione delle varietà di partenza. Peraltro le piante ottenute da seme sono vigorose e, comunque, di bella forma.

Utilizzi in erboristeria

Abbiamo trovato notizie relative all'Erica carnea L.(o Carnicina).

Si utilizzano i fiori o le sommità fiorite. Poiché manifestano un'azione diuretica assai potente servono per la preparazione delle cosiddette tisane urinarie. Inoltre hanno azione antisettica per la presenza di arbutina; come tali si usano nei casi di cistiti, specie quelle prostatiche, e sono da preferire ad altri preparati, quali l'Uva orsina, specie nelle cure di lunga durata, in quanto non tossici.

Storia

In passato, era utilizzata come impacco per lenire i fastidi delle infiammazioni cutanee.

Raccolta

La raccolta avviene nel periodo compreso tra febbraio e giugno; i rami devono essere recisi alcuni centimetri sotto il fiore più basso.

Proprietà salutari e utilizzo

E' nota per le proprietà astringenti, sudorifere e diuretiche.
E' utilizzata per stimolare l'eliminazione delle sostanze di rifiuto, e per favorire la secrezione lattea; per uso esterno, lenisce i fastidi delle pelli congestionate e infiammate.
Infuso astringente e decongestionante: ponete 6g di sommità fiorite in 100 ml di acqua bollente; lasciate intiepidire, quindi filtrate. Fate impacchi, con compresse imbevute, sulle zone interessate.
La tisana per la cistite cronica si prepara distribuendo un cucchiaio colmo di fiori di erica in un litro di acqua in decotto per 15 minuti. Va consumata a tazze nella giornata, lontano dai pasti.

Erica carnea


In magia:
E' una pianta legata al Solstizio d'Estate. Tra le sue proprietà magiche spiccano la capacità di ridare la forza vitale e di rendere l'amore ardente. Questa pianta molto resistente è posta sotto l’influenza di Venere. Viene usata come portafortuna e per potenziare amuleti e talismani. In Scozia e in Francia del Nord le scope venivano fatte con ramoscelli di Erica per esorcizzare gli ambienti da “piccoli intrusi” astrali. Viene usata anche per "pulire" l'interno del cerchio magico. Fumigazioni di Erica tengono inoltre lontano gli spiritelli ed i folletti.

EUCALIPTO


Eucaliptus globulus

E’ un albero d'alto fusto con corteccia grigio chiara, fusto eretto legno bruno-rossastro. Ha foglie opposte, ovali, biancastre, cerose, senza picciolo negli alberi giovani; picciolate, alterne, lucenti, pendule e falcate negli alberi adulti.

fiori


I fiori sono singoli di colore biancastro racchiusi in un opercolo, posti in prossimità dell’ascella foliare. La fioritura si protrae dalla primavera all’estate. I frutti, che hanno forma emisferica, sono capsule legnose che contengono i semi.
Originario dell’Australia, dove esistono esemplari superbi, l’eucalipto si è bene adattato alle costiere mediterranee occupando un’area che va dal mare fino alla collina.
Nelle nostre zone l’eucalipto raggiunge i 30-35 metri d’altezza.

Si utilizzano le foglie colte da piante adulte in estate, pulite, essiccate al sole per qualche giorno e poi si conservano in sacchi o in contenitori chiusi ( Le foglie di eucalipto ricche di principi attivi sono quelle punteggiate di scuro) e il carbone ottenuto dal suo legno.

Dalle foglie dell’eucalipto si ricava un olio essenziale (mirtenolo), che è un vero e proprio antibiotico naturale: con le sue doti battericide, balsamiche, febbrifughe, rappresenta un toccasana contro i disturbi dell’inverno; con l’ispirazione ripetuta di questo prezioso estratto si combattono i processi infettivi alle vie respiratorie. Inoltre quest’essenza viene utilizzata, con risultati soddisfacenti, per la composizione di speciali preparati anti-emorroidali. Grazie alla sua azione antisettica, oltre ad agire localmente contro i disturbi alle vie respiratorie, l’Eucalipto viene anche impiegato nel caso di problemi genito-urinari, nevralgie e reumatismi.
L’infuso di eucalipto e le inalazioni si consigliano nelle affezioni asmatiche, nei catarri bronchiali, nelle pleuriti, nelle bronchiti, nella tosse e nella sinusite. Inoltre l’eucalipto svolge anche una buona attività sudorifera, febbrifuga e vermifuga ed è un discreto stimolatore del sistema nervoso; pur essendo ricco di qualità salutari la pianta non è priva di effetti collaterali. Se ingerita a lungo può dare irritazioni intestinali. I sintomi sono: sensazione di bruciore e irritazione gastroenterica, nausea, vomito, diarrea, difficoltà a respirare. Inoltre non può bere l’eucalipto chi soffre di ulcere gastriche e intestinali. Usare solo a piccole dosi.
Il carbone del legno di eucalipto costituisce un ottimo rimedio in caso di Intossicazioni (accidentali da veleno, cibo avariato, funghi velenosi ecc., in cui agisce come antidoto universale), colite, diarrea, fermentazioni o alterazioni della flora intestinale: perché assorbe le tossine intestinali prodotte dai germi patogeni, con risultati eccezionali.

In cucina può essere utilizzato per preparare una grappa e nel campo della cosmesi trova impiego come decotto per rilassare i piedi stanchi. Eccellenti le proprietà salutari ha anche il bagno di eucalipto.

ELLEBORO Orientale

(Helleborus Orientalis)


Famiglia: Ranuncolacee
Origini: Europa, Asia Minore

Descrizione
Il genere Helleborus comprende 20 specie di piante perenni,rizomatose, generalmente rustiche.
Le piante a fioritura invernale, adatte per essere coltivate nelle bordure miste, sono eccellenti per la produzione di fiori da recidere, che durano molto a lungo.
Helleborus Orientalis, originario della Grecia e dell’Asia Minore, raggiunge l’altezza di 30-40cm; è necessario mantenere una distanza fra le piante di circa 40cm.
Si tratta di una specie caratterizzata da foglie piuttosto grandi, di colore verde scuro, sempreverdi nelle zone a clima mite, ma che si staccano nei climi freddi.
I fiori, appiattiti, larghi 1,5-2,5cm, color crema con macchie cremisi all’interno, compaiono in febbraio-marzo su fusti ramificati.
Si tratta di una pianta variabile, che spesso produce fiori cremisi, porpora, rosa e bianchi.

Esposizione
L’Elleboro predilige le posizioni parzialmente ombreggiate, anche se è in grado di adattarsi all’ombra completa.

Temperatura
Rustica, questa pianta è estremamente resistente sia alle alte che alle basse temperature.

Innaffiatura e fertilizzazione
Le innaffiature devono essere molto regolari.
E’ importante però evitare la formazione di ristagni d’Acqua.
All’inizio della Primavera si consiglia di arricchire il terreno con fertilizzante organico.

Riproduzione
Si semina in Giugno-Luglio con terriccio sabbioso.
In Ottobre è anche possibile dividere i rizomi, avendo cura che ogni porzione abbia almeno un fusto e un apparato ben formato; i rizomi devono essere ripiantati immediatamente.

Parassiti e malattie
Gli afidi provocano la comparsa di macchie scure su foglie, steli e fiori, che possono ingiallire e cadere.
Occorre intervenire eliminando le parti danneggiate e trattando la pianta con soluzione idroalcoolica di propoli.
La muffa grigia forma macchie grigiastre sulle foglie: si controlla con prodotti antibotritici.

Nozioni generali
Si tratta di una pianta velenosa, contenente elleborina, una sostanza tossica che agisce sul cuore similmente ai glucosidi presenti nella digitale.
Fu anticamente usata per la cura delle malattie mentali; ma il suo impiego è oggi bandito dalla farmacopea erboristica familiare.
Dall’Elleboro si ottiene invece un valido rimedio omeopatico usato per combattere gli stati di prostrazione.

ELLEBORO fetido, ELLEBORO verde
Il nome Helleborus deriva dal greco e sta a significare cibo mortale. Questa pianta infatti è altamente velenosa perché contiene glucosidi cardiaci, alcaloidi, saponine. L'aconitina, che è un particolare tipo di alcaloide molto pericoloso, può provocare, anche a piccole dosi, riduzione del battito cardiaco e aumento della pressione, mentre l'elleborina, un glucoside cardiologicamente attivo, può indurre il vomito e causare gravi infezioni intestinali e infiammazioni delle vie respiratorie.
In passato questa pianta era usata come vermifugo, soprattutto sui bambini, con conseguenze, però, spesso anche mortali: per tale motivo questa pratica è passata in disuso.

l'Elleboro fetido, o Helleborus foetidus deriva il suo nome dall'odore sgradevole che emana per attirare le api. Presenta foglie sempreverdi e fiori verdegiallognolo con bordo rossastro. Fiorisce da febbraio ad aprile.

ELLEBORO fetido


L'Elleboro verde, o Helleborus viridis, vive in foreste umide di collina e montagna e presenta fiori verdi privi di orlatura rossastra. Fiorisce da febbraio a aprile.

ELLEBORO verde

EPILOBIO


epilobium parviflorum
Altri nomi usati Garofanino di bosco; Willow herb; Epilobe
Famiglia: Onagracee
Origini: Alpi

Descrizione
Il genere Epilobium comprende sino a 200 specie di piante erbacee perenni o leggermente arbustive, tutte originarie delle zone temperate o fredde del globo.
I fiori sono solitari, all’ascella delle foglie, oppure riuniti in spighe all’estremità dei fusti.
Il calice, tubuloso, è diviso in 4 lobi e la corolla porta 4 petali obovati o a forma di cuore, eretti oppure distesi nel piano orizzontale.
Gli stami sono 8, alternati, uno lungo ed uno corto; il frutto è una capsula che racchiude numerosi semi muniti di un pennacchio setoso.
Epilobium fleisheri è considerato come la forma alpina dell’Epilobium rosmarinifolium; è una piccola pianta perenne (20-30cm di altezza) con radici striscianti, che cresce in cespi, con steli prima eretti e poi ricadenti.
Le foglie sono strette (meno di 5mm di larghezza), rigide, con margine dentellato, di colore verde-grigio.
I fiori sono grandi, più o meno irregolari, caratterizzati dalla tipica posizione dello stilo e degli stami, che sono piegati di lato.
L’infiorescenza è un grappolo piuttosto corto, ma ricco; le corolle sono di colore rosa porporino.
La fioritura avviene da Giugno a Settembre.
Epilobium Angustifolium è una specie molto comune, originaria dell’Italia, nota anche come gambi rossi, alta 1-1,2m, che in Luglio-Agosto produce spighe erette di fiori rossi; ne esiste una varietà a fiori bianchi.

Esposizione
L’epilobio deve essere ubicato in posizione calda e soleggiata

Temperatura
Si tratta di una pianta rustica, che cresce spontaneamente in tutte le regioni temperate e fredde

Innaffiatura e fertilizzazione
È necessario innaffiare abbondantemente e di frequente durante la stagione estiva, in modo che il terreno possa conservare un buon tasso di umidità.
In Primavera, concimare, alla base, con perfosfato di ossa.

Riproduzione
In Aprile-Maggio si prelevano dai germogli basali talee lunghe 4-5cm e si piantano in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali.

Parassiti e malattie
La muffa grigia determina la comparsa sulle foglie, soprattutto nei periodi umidi, di macchie grigiastre lanuginose, sovrapposte a macchie scure.
Questa malattia si può combattere con trattamenti a base di decotto di equiseto o poltiglia bordolese.

Nozioni generali
Epilobium Angustifolium contiene una mucillagine, zuccheri e tannino ed è usato nella medicina popolare per curare le afte alla bocca; nei paesi nordici i giovani germogli vengono usati come gli asparagi, mentre con le foglie si prepara un tè simile a quello cinese.

Parti impiegate : pianta intera

Componenti Epilobio
flavonoidi, derivati dell'olio di canfora; quercetina, miricetina, b-sitosterolo, sitosterolglicosidi, derivati dell'acido gallico

Attività Epilobio
diuretica, antibatterica, antidissenterica, antinfiammatoria, emollienteinfezioni urinarie, disturbi della prostata, infezioni bronchiali, diarrea, colite con muco, intestino irritato

Epilobio
E' attivo nei confronti di 5 alfa-reduttase e aromatase, 2 enzimi coinvolti nella iperplasia prostatica benigna, utile nell'adenoma prostatico, nei ditirbi della minzione, dona una netta riduzione della infiammazione
nella tosse

Uso esterno Epilobio
sotto forma di gargarismi in presenza di floglosi della gola, della bocca ed afte
Può anche essere per via esterna uno schiarente, rifrescante, astringente cutaneo, ma non ci sono studi adeguati

Controindicazioni Epilobio
non sono noti effetti collaterali, cautela in gravidanza e allattamento.

ERISIMIO


(Sisymbrium officinale)

FAMIGLIA : Brassicaceae (Cruciferae).
NOMI COMUNI : Foeggia de navon, rapa salvaja, trionc, barbena, navon salvadegh.
LA DROGA : La porzione aerea della pianta e i semi.
QUANDO SI RACCOGLIE : La porzione aerea della pianta si raccoglie in maggio - giugno recidendola a 10 - 20 cm da terra. I semi si raccolgono quando le silique ingialliscono: si recidono i rami e si riuniscono in mazzi.
PROPRIETÀ : Astringenti, antiinfiammatorie, emillienti, antispastiche.
PRINCIPI ATTIVI : Composti solfocianici.

SI USA LA DROGA
L'Erisimo deve la sua fama erboristica alla proprietà precipua di alleviare le infiammazioni della gola; esso risolve la raucedine e l'afonia (abbassamento o perdita momentanea della voce) conseguenti a laringiti, faringiti e tracheiti acute o croniche, e in genere le irritazioni delle prime vie aeree dovute a tosse, influenza e raffreddore.

L'Erisimo è inoltre indicato per lenire le gole infiammate dei fumatori.
I principi attivi dell'Erisimo sono poco noti: le attuali conoscenze tendono ad attribuirne l'azione antiinfiammatoria alla presenza di composti solforati del tipo di quelli del Rafano e del Crescione. Ricercatori moderni hanno attribuito all'Erisimo anche proprietà antispastiche delle vie biliari.


USO INTERNO
La porzione aerea della pianta : Per le infiammazioni della gola, tossi e raffreddori.

Infuso : 4 grammi in 100 ml di acqua (addolcire molto, eventualmente con miele). Una tazza, a cucchiai, nelle 24 ore.

Tintura : 20 grammi in 100 ml di alcool di 20° (a macero per 8 giorni). Due - tre cucchiaini al giorno.

Tintura vinosa : 1 grammo in 100 ml di vino (a macero per 8 giorni). A bicchierini.

USO ESTERNO
La porzione aerea della pianta : Per le irritazioni della gola.

Infuso : 6 grammi in 100 ml di acqua. Fare gargarismi più volte al giorno.

USO ESTERNO
I semi : Per la tosse e le infiammazioni della gola.

Decotto : 2 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazzine al giorno da prendere a cucchiai.


ELIOTROPIO


Heliotropium europaeum L.

L'Eliotropio appartiene alla famiglia delle Borraginaceae. E' una pianta erbacea annuale, di colore verde-grigio. I fiori sono di colore bianco-giallastro, hanno il calice diviso in cinque sepali lineari e persistenti che dopo la fioritura si aprono a stella; la corolla è tubulare in basso, quindi si divide in alto in cinque lobi arrotondati. Il frutto è composto da quattro acheni addossati gli uni agli altri a formare un corpo globoso che si separa solo a maturità.

Habitat: luoghi erbosi, campi, incolti; è frequente nelle stoppie del grano..

Droga usata: la parte aerea della pianta, che si raccoglie all'inizio della fioritura. Si recide il fusto a qualche centimetro da terra; si eliminano le parti eccessivamente legnose.
La droga si essicca in un luogo ombroso e aerato, e si conserva in sacchetti di carta o in vasi di vetro, al riparo dalla luce.

L'Eliotropio ha proprietà analgesiche, astringenti e sedative.
E' utilizzato nei casi di emicranie, cefalee e nevralgie, e, per uso estero, per lenire le infiammazioni e le irritazioni della pelle.
Infuso contro il mal di testa e l'eccitazione nervosa: ponete 1 g di droga in 100 ml di acqua bollente, fate riposare 10 minuti e filtrate. Bevetene una o due tazzine quando si manifestano i sintomi.

Alcune varietà di Eliotropio sono utilizzate in profumeria grazie al buonissimo profumo.
Le foglie e il succo vengono usati per curare l'ulcera, le verruche, i polipi.

ERBA ROSSERA
Herba Rubeclaria

fanne polvere et danne ad bevere mezza octava per volta perfino ad XV o XVIII matine, ad chi havesse male de (?) o tosse, la gola grossa o per scrufola et guarirà. Et è provato.

Probabilmente si tratta del geranium robertianum, erba rossera o cicuta rossa, pianta già nota nel secolo VIII e celebrata per le sue proprietà antispasmodiche, toniche e vulnerarie.
Era consigliata nella cura delle raucedini, nelle cure tumorali e negli stati di deperimento fisico.



Geranium robertianum L

Famiglia: Geraniaceae
Sinonimi: Geranium eriophorum lév., Geranium foetidum Moench, Geranium graveolens Stokes, Geranium minutiflorum Jordan
Nome volgare: Erba roberta, Cicuta rossa, Erba cimicina
Etimologia: Il none del genere deriva dalla parola greca geranos = gru, con riferimento alla forma dei sui frutti ; quello specifico è in onore di San Roberto

Morfologia:
Erba annua o perenne vellutato-ghiandolosa,spesso rossastra con cattivo odore e con una corta radice a fittone di colore rosso.
I fusti pelosi e con sfumature rossastre, ramificati, prostrati o ascendenti, misurano 15-45 cm.
Le foglie opposte, poco vellutate sono portate da un lungo picciolo, palmatosette a contorno triangolare o pentagonale e divise fino alla nervatura mediana in 3-5 lobi a loro volta incisi e pennatifidi, quelle superiori hanno picciolo più corto e lembo diviso in tre foglioline. Larghe da 3 a 8 cm, hanno i segmenti di seconda generazione dentati.
I fiori in numero di due per ogni peduncolo che sorpassa le foglie ascellari, sono lunghi 15-22 mm, di colore violetto, rosso, rosa ma anche bianco, hanno calice vellutato, con 5 sepali mucronati, saldati alla sommità, corolla formata da 5 petali interi, ovali, arrotondati, con tre strisce bianche longitudinali, che misurano 1,5-2 cm e sono due volte più lunghi del calice. 10 stami violetti e 5 pistilli saldati e prolungati in un lungo becco.
Il frutto è uno schizocarpo dal lungo becco, corrugato e glabro, che a maturità si divide in 5 singole porzioni che contengono i semi (pericarpi), lungo 3 cm.

Distribuzione - Habitat - fioritura
Pianta originaria dell' Europa, Asia, America, Africa, Australia, in Italia è comune in tute le regioni, dove vegeta fino a 1600 m nei boschi ombrosi, siepi, muri e aree antropizzate, su terreni soffici e suoli azotati ed umidi. Fiorisce da Maggio a Ottobre.
Curiosità: I Geranium hanno elaborato una speciale tecnica per la disseminazione: quando il frutto (regma) è maturo si separa in cinque porzioni contenenti ciascuna un solo seme appeso ad una codetta collegata ad un asse centrale. Questa coda avvolgendosi su se stessa per igroscopia, riesce a lanciare i semi lontano dalla pianta, favorendo in tal modo la propagazione della specie

Proprietà ed usi
Pianta con proprietà tonico-astringenti, antinfiammatorie antiemorragiche e antidisenteriche. Ha azione emostatica e antisettica e sue foglie fresche vengono usate per cicatrizzare piaghe e ferite della pelle e delle mucose.
Da questa pianta si ricavano repellenti e coloranti.
Curiosità: La credenza popolare consigliava di tenere alcuni rametti di questo Geranium con due castagne d'india (frutti dell'ippocastano) negli armadi, per tenere lontane le tarme.

fiore e frutto

ERBA CAPRAIA
Herba Superna

è bona ad tutte le infermità secundo lo male così lo adopera, sel male è in corpo, et tu la magna: se è sordo ponila in la orecchia, et così la opera dove è di bisogno: nasce in montagna dove escie lo marmo. Et è provato

La galega officinalis o erba capraia, era universalmente celebrata come " bona at tutte le infermità ". Oltre ad allontanare la peste, serviva come febbrifugo, come ricostituente e aveva proprietà diaforetiche, ipoglicemizzanti, antidiabetiche, galattologiche e ingrassanti.



Galega officinalis L.

Famiglia: Leguminose

Nome volgare: Galega.capraggine

Caratteristiche: Pianta erbacea perenne con un corto rizoma da cui si diparte un abbondante sistema radicale; il fusto è alto fino a un metro e anche di più nelle piante coltivate.
Le foglie sono alterne sul fusto; alla base del picciolo sono inserite due brattee, dette stipole, allungato-acuminate; le foglie sono imparipennate, hanno cioè un numero dispari (undici-diciannove) di foglioline; queste sono oblungo-lanceolate e mucronate all'apice, cioè hanno una punta sottile posta all'apice; il margine è intero.
I fiori, riuniti in racemi all'ascella delle foglie superiori e più lunghi di queste ultime, hanno un corto peduncolo con una brattea molto sottile alla base; il calice, di forma campanulata, ha cinque denti triangolari allungati; la corolla, lilla pallido o celeste, ha la stessa struttura di quella del Fagiolo con una carena, due ali e un vessillo.
Il frutto è un legume lineare-cilindrico ristretto nello spazio fra un seme e l'altro; i semi sono allungati, compressi lateralmente e di colore bruno.

Habitat: Luoghi umidi ed erbosi.0-1300 m. Maggio luglio

Proprietà farmaceutiche: ipoglicemizzanti, rinfrescanti. (Droga usata: parte aerea della pianta).

Il nome Galega deriva dal greco "gala", latte, perchè si era evidenziata la sua straordinaria capacità di promuovere la latazione delle nutrici.

Posologia:
Si prepara in infusione: bollire 1 tazza di acqua, gettare un cucchiaino di galega, spegnere e lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e bere 2-3 volte al giorno, indipendentemente dai pasti.